Luigi Bernabò Brea e Madeleine Cavalier, i padri dell’ archeologia eoliana

Luigi Bernabò Brea, nato il 27 settembre 1910 a Genova, ha compiuto gli studi in quella città, dove si è laureato in Giurisprudenza nel 1932; in seguito, per seguire la propria vocazione, si è iscritto all’Università di Roma e si è laureato in Archeologia nel 1935.
Alla fine del 1941, dopo una parentesi in Liguria, Luigi Bernabò Brea è stato trasferito a Siracusa, alla Soprintendenza alle Antichità della Sicilia Orientale, che ha diretto per 32 anni fino al suo collocamento a riposo avvenuto nel 1973, dedicandole la massima parte della sua vita di studioso e di amministratore.
Giunto nella nuova sede in piena guerra, il suo primo compito è stato quello di completare lo sgombero del Museo di Siracusa. Terminata la guerra, si è dedicato immediatamente a risistemare e restaurare i monumenti devastati e a riorganizzare il Museo di Siracusa. In questo momento ha potuto inoltre iniziare una prima attività di ricerca sul terreno, rivolta soprattutto all’esplorazione delle regioni più lontane dalla sede della Soprintendenza e archeologicamente meno conosciute, come la provincia di Enna (necropoli preistoriche di Calascibetta) e la zona tirrenica della provincia di Messina (Milazzo, Longane, San Basilio di Novara, Tindari, Alaesa). Fra il 1947 e il 1950 si datano le prime ricognizioni effettuate nelle isole Eolie e gli scavi al Piano Quartara e al villaggio del Milazzese a Panarea.
È impossibile riassumere l’intensissima attività che Luigi Bernabò Brea ha svolto dal dopoguerra al 1973, come dirigente della Soprintendenza alle Antichità della Sicilia Orientale, nelle cinque province della sua giurisdizione nel campo della tutela, della conservazione e del restauro dei monumenti archeologici, della ricerca sul terreno, dello scavo, della creazione di zone archeologiche organizzate, di antiquaria ad esse relativi, di musei locali.
Da parte sua, Luigi Bernabò Brea ha concentrato i propri interessi di studioso soprattutto sulle Isole Eolie e sulle zone vicine della provincia di Messina (Milazzo, Tindari) dove si è potuto avvalere della fedele e duratura collaborazione dell’archeologa francese Madeleine Cavalier fin dal 1951.
Madeleine Cavalier, nata a Vacquières Hérault (Francia) il 27 Giugno 1928 iniziò l’attività di ricerca archeologica presso l’università di Montpellier.
Partecipò nel 1950 agli scavi di Tindari iniziando da allora la sua collaborazione con L. Bernabò Brea che la portò ad assumere la direzione scientifica degli scavi di Lipari e di tutta l’attività archeologica nelle isole Eolie tra cui nel 1959 a Filicudi, nei villaggi preistorici di Capo Graziano e Filo Braccio.
Del Museo Archeologico Eoliano assunse la direzione con la nomina a Conservatrice onoraria e Ispettrice Onoraria per le Isole Eolie.
Ha diretto tutti gli scavi eseguiti nelle Isole Eolie cercando di mantenere il Museo sempre vivo attraverso i nuovi rinvenimenti e i dati dei nuovi scavi fatti in Italia e nell’Egeo.

Tra le innumerevoli indagini che sono state allora effettuate in tutto il territorio siciliano, si possono ricordare quelle principali nel campo preistorico svolte nelle Eolie: i villaggi del Milazzese a Panarea, di Capo Graziano, Filo Braccio, Casa Lopez a Filicudi, di Serro dei Cianfi e Portella a Salina, di Castellaro Vecchio, Piano Conte, Diana e del Castello a Lipari.
Frutto di queste ricerche è stata la creazione del Museo Eoliano, in continua e rapida espansione nei diversi padiglioni sul Castello di Lipari.
I resoconti degli scavi eoliani sono stati presentati nella serie Meligunìs Lipára, iniziata nel 1960 e giunta ormai all’XII volume, mentre una serie di studi monografici e di articoli riguarda le diverse classi di rinvenimenti eoliani sia preistorici, sia di età classica e medievale.

A partire dal 1952 e poi negli anni ’60 Luigi Bernabò Brea, con la collaborazione di Madeleine Cavalier, condusse gli scavi nel principale villaggio dell’età del bronzo di Filicudi.
La Montagnola di Capo Graziano (alt. m. 135 s.l.m.) si presenta con fianchi scoscesi estremamente accidentati; solo sul lato orientale il pendio è meno ripido e oggi sistemato a terrazze.
Il maggior nucleo del villaggio si addensava in un ripiano di circa m. 100 x 30 alla quota di un centinaio di metri. s.l.m. anche se le capanne dovevano estendersi fino alla sommità della Montagnola.Il villaggio si sviluppò in quel periodo culturale che appunto dal Capo Graziano prende il nome e cioè nel XVI-XV secolo a.C., quando dovette essere abbandonato un precedente insediamento, che era situato nel sottostante e indifeso Piano del Porto, probabilmente in seguito alla minaccia di incursioni nemiche. Continuò a fiorire anche nel successivo periodo della cultura del Milazzese (XIV-XIII sec. a.C.), alla fine del quale fu completamente distrutto e abbandonato.
Luigi Bernabò Brea è scomparso a Lipari il 4 febbraio 1999, mentre stava lavorando all’XI volume di Meligunìs Lipára. Dopo la sua morte Madeleine Cavalier non si è fermata, ma ha continuato pubblicando tutte le opere iniziate e portando avanti le ricerche archeologiche con lo stesso entusiasmo di quando giovanissima sbarcò alle Eolie.

Bibliografia:
L. Bernabò Brea M. Cavalier, Meligunìs Lipàra, Vol VI. Filicudi. Insediamenti dell’età del bronzo con appendici di Rosa Maria Albanese Procelli, Maria Clara Martinelli. Pietro Villari, John L. Williams, Palermo 1991, pp.1-352.

    Scritto da Igor il 6 marzo 2009 |

 

Commenti (2)

 

  1. Anonymous scrive:

    davvero molto interessante, complimenti!

  2. Regina scrive:

    Boom shakalaka boom boom, pborelm solved.

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